Non è stata ancora finita di costruire ed è già stata premiata. Parliamo della nuova cantina della Marchesi Antinori, nella zona del Chianti Classico, che ha ricevuto il primo importante riconoscimento internazionale, l’US Award 2011, con la premiazione del suo progettista, l’architetto fiorentino Marco Casamonti dello Studio Archea.
Già, il cuore pulsante della produzione Antinori si sposterà all’interno di una nuova cantina in localita’ Bargino (S. Casciano Val di Pesa) in zona pedecollinare lungo
la superstrada Firenze-Siena.
La nuova cantina sarà una vera e propria “Cattedrale del vino”, meta di un turismo consapevole e “colto”. Un tempio, che accoglierà il riposo di etichette come Tignanello, Badia a Passignano, Solaia - questa ultima ha segnato il rinascimento enologico italiano, un “Super Tuscans” ai primi posti della bibbia americana “Wine Spectators” – e che il Marchese Piero Antinori, a capo dell’azienda omonima e tra i più grandi proprietari di vigneti in Europa -, ha voluto fortemente. Vero gioiello sotto il profilo progettuale e ingegneristico, la Cantina di Casamonti si presenta come una suggestiva astronave, dolcemente inserita nel paesaggio toscano.
Parte centrale del progetto è stata anche il basos impatto ambientale che la nuova struttutìra doveva avere sul territorio. Così a lavori ultimati quello che si vedrà dall’esterno saranno solamente due tagli orizzontali e paralleli sul fianco della collina, il tutto circondato da vigne di Chianti Classico in un armonico equilibrio con la natura, sfruttando quindi la morfologia del paesaggio collinare.
Piero Antinori nel suo recente bel libro Il profumo del Chianti (vedi il post Il profumo del Chianti) la immagina come “un sorriso a metà di una cartolina toscana, o un taglio di Fontana su una tela fatta d’erba”. ( forse ispirazione ai quadri di Lucio Fontana ??? )
Più che una Cantina, dunque, si tratta di una vera e propria città sotterranea di ben 37 mila metri quadrati, di cui 23 mila coperti. Una vera piccola città, all’interno della quale, si troverà il nuovo quartiere generale Antinori, che dopo decenni, si sposta dal centro di Firenze, Palazzo Antinori, in piena campagna.
Oltre alla cantina sarà presente anche un museo, attraverso il quale sarà possibile vedere come viene prodotto e conservato il vino, un frantoio per l’olio della casa, un forno per il pane, una fabbrica delle barrique, uno spaccio con i prodotti tipici della zona e un ristorante. “L’idea è stata quella di riprodurre e riproporre in chiave moderna la tipica fattoria toscana” spiega, il Marchese, da sempre legato alla terra. Dopo le altre celebri “Cantine-design” realizzate dai più insigni architetti del momento – Mario Botta per la Tenuta Petra a Suvereto, Renzo Piano per Panerai vicino a Gavorrano, e Piero Sartogo per i Frescobaldi a Montalcino – ecco, dunque, un progetto di apparente semplicità, che svela i suoi ampi spazi e le sue volte solo all’occhio di chi entra.


