Jun 12 2009

Luxury vodka

Tag:Tag , admin @ 22:23

La vodka Grey Goose nasce idealmente nel 1997 a New Rochelle, nello stato di New York, grazie a una felice intuizione di Sidney Frank. Meno di un decennio fa, infatti, l’eccentrico miliardario, già presidente dell’ononima azienda di alcolici, si accorse dell’importanza di un nuovo settore : la vodka di alta qualità. Con entusismo quindi decide di creare un distillato di altissima gamma che va in netta controtendenza con un mercato che storicamente previlegiava prodotti nazional popolari.

Al suo esordio, Grey Goose aveva un costo esorbitrante di ben 40 dollari per bottiglia, ma il progetto di Sidney Frank si giustificava tutto da solo.

La sua vodka infatti viene prodotta in Francia, nella patria dlla migliore acquavite del mondo :  a Cognac la distilleria Mounier, fondata nel lontano 1858, accetta di dedicare a Grey Goose parte della sua maniacale attenzione utilizzando gli alambicchi della sua azienda anche per produrre luxury vodka di Sidney Frank.

La materia prima è selezionata con cura, l’acqua di sorgente è prelevata ogni mattina senza che subisca il minimo trattamento fisico o chimico e le ben cinque fasi di distillazione sono seguite come se si trattasse del più prestigioso consgnac.

La purezza proverbiale a cui tendono tutte le luxury vodka trova in Grey Goose un interprete privilegiato e inusuale: l’assaggio insatti, non delude le apsettative ma, oltre a regalare morbidezza ed equilibrio aromatico, scopre un carattere del tutto particolare ed inconfondibile, sopratutto quando si offre senza veli alla degustazione non miscelata. Una peculiarità che saprà certamente esaltarsi in un grande cocktail Martini e che, verosimilmente, rappresenta l’arma vincente di Grey Goose.


Jun 08 2009

Bottiglie per Natale

Tag:Tag , admin @ 11:26

Ancora deve inizare l’estare ed è già Natale ?

Sebrerebbe di si a giudicare da queste bottiglie con un design già tutto natalizio dell’agenzia Duffy & Partners


Jun 07 2009

Cibo e birra : abbinamenti con gusto!

Tag:Tag , admin @ 20:51

In Italia la birra è da sempre stata considerata principalmente una buona bevanda dissetante, relegandola sempre a pause dissetanti durante la giornata o alla sera in qualche locale insieme agli amici. Le cose, per fortuna, stanno cambiando e  da non molto tempo anche da noi, si è cominciato a studiare i giusti abbinamenti tra la birra e cibo. In Europa, come Gran Bretagna, Belgio o Germania, è abbastanza usuale degustare un piatto del territorio con  una particolare birra.

Attraverso le sempre maggiori degustazioni di birra artigianale e soprattutto grazie all’impegno dei mastri birrai, anche la cucina mediterranea comincia ad avvicinarsi al mondo della birra.

In maniera analoga al vino, troviamo delle regola e generali di abbinamento . Prima regola :  birra e cibo devono aiutarsi reciprocamente esaltando vicendevolmente le caratteristiche di colore, profumo e sapore.  Il corpo della birra deve essere comparabile alla struttura del cibo, la morbidezza dell’una ha la capacità di smorzare le eventuali spigolosità dell’altro; l’acidità, espressa al meglio dalla freschezza della birra, deve contrastare la grassezza e l’untuosità di alcuni piatti. Mentre l’amaro và accompagnato con piatti di gusto intenso.

Per chi volesse divertirsi a scoprire insoliti e nuovi abbinamenti può consultare un bel sito ( http://www.atavolaconlabirra.it ) che permette di cercare l’abbinamento cibo-birra a partire dalla ricetta prescelta, dall’ingrediente che si ha in casa e, naturalmente, dalla birra che si desidera degustare.

Così, scopriamo che un bicchiere di Lager si accompagna ad un piatto impegnativo come la pasta al pesto, mentre per una porzione di verdure grigliate con crostini e scaglie di parmigiano potremmo optare per una  Pils. Invece con spaghetti alla carbonara una Ale riesce a spalleggiarne la densa ricchezza. Infine per grande classico della domenica del Norditalia, la polenta con porcini può essere abbinato a una corposa birra d’Abbazia.

Allora divertitevi….


May 20 2009

Masi Costasera : quando l’appasimento diventà virtù

Tag:Tag , admin @ 7:19

E’ uno dei segni tangibili del trascorrere del tempo l’appassimento, che indifferentemente tocca ogni cosa e persona a questo mondo. Contrariamnete ( e per fortuna ) ragionano le uve, o almeno quelle che in Valpolicella contribuiscono a produrre unoi tra i più grandi vini italiani : L’Amarone. Vini che fanno del processo di appassimento una virtù, una essenza imprescindibile alla loro esistenza enologocica.

Se per gli uominil’appassimento è una condanna, per i grappoli d’uva rappresenta una trasformazione, un passaggio evolutivo, se non una vera e propria rinascita.

Veri e sapienti interpreteidi questa miracolosa metamorfosi è la famiglia Boscaini che sin dal 1772 con l’acquisto del Vaio dei Masi, nel cuore della Valpolicella classica, decisero di convogliare tutte le suoe forze in questa splendida tipologia. Dell’azienda Masi abbiamo assaggiato l’Amarone Costasera.

Intensità cromatica, olfattiva e gustativa. Il Costasera è questo, oltre ad un colore rubino impenetrabile, che trattiene luce, ma riflette profumi di prugna essiccata e ciliegia. Al naso non c’è soltanto la dolcezza  perchè la marasca garantisce una buona acidità. La bocca è più severea rispetto alle sensazioni precedenti pur rimanedo di buona morbidezz. Grande struuturae nerbo sapido nel finale.

Vino adatto sisuramente ad accompagnare piatti saporiti, carni rosse grigliate o arrosto, cacciagione, formaggi saporiti e leggermente piccanti cone ad esempio il parmigiano.


May 15 2009

Il bello delle Masserie

Tag:admin @ 12:48

Da aziende agricole a laboratori di design e buen retiro di primordine. Questo è ciò che è accaduto negli ultimi anni a numerose masserie pugliesi, che da umili dimore destinate ad ospitare sostanzialmente agricoltori e allevatori si sono riconvertite in strutture di accoglienza di ottimo livello, mantenendo però inalterate l’atmosfera e il fascino che le avevavno caratterizzate nella prima parte della loro esistenza.

Nel volume Masserie Living & Hosting, le immagini scattate da Walter Leopardi testimoniano proprio l’attenta e preziosa trasformazione ed evoluzione di una trentina tra le principali masserie della Puglia, per ognuna delle quali un breve testo di accompagnamento, racconta la stopria passata e la realtà attuale.

Prezzo di copertina 79,00 Euro
ISBN-13: 9788880867616
Acquistabile direttamente online presso la Hoepli


May 13 2009

Mese dell’Aglianico del Vulture

Tag:Tag admin @ 8:30

L’Aglianico, è talmente particolare da essersi meritato l’appellativo di “Barolo del Sud“. Sulle pendici vulcaniche del Vulture, al pari del suo omonimo campano, l’Aglianico ha sviluppato grandi doti che si esprimono con l’Aglianico del Vulture a cui l’enoteca online Everywine ha dedicato il mese di maggio promuovendolo con sconti particolari.

La promozione è valida per tutto il mese di maggio. Per gli acuisti affrettatevi e buone degustazioni.

Per maggiori informazioni potetete  consultate direttamente il sito dell’enoteca online Everywine.biz


May 13 2009

Kurni 2006

Tag:Tag admin @ 7:16

Forse un pò a sorpresa ( ma non per chi conosce la meticolsità del lavoro di Marco Casolanetti ed Eleonora Rossi ), è questo il vino marchigiano dell’Oasi degli Angeli, il Kurni 2006,  a risultare il miglior rosso italiano in assoluto dalla comparazione dei voti delle guide.

Premiato praticamente da tutte le guide (solo Gambero Rosso e Vini buoni d’italia si sono fermati ad un passo da podio), questo Montepulciano in purezza nasce da una cura a dir poco maniacale della vigna : impianti ad alberello ad altissima densità (conduzione tutta naturale), rese misurabili più in acini che in grappoli.

Il Kurni ( soprannome con cui è conosciuta la famiglia della zona  di Cupra Marittina ) è ottenuto da vecchie vigne con rese bassissime di circa 25 quintali per ettaro. E testimonia che ai produttori non interessavano i vini tecnicamente perfetti, ma orfani della personalità del produttore: il valore aggiunto rimane sempre e solo il fattore umano.

Rosso inchiostrato, scuro e impenetrabile. Naso maestoso e solenne, inizialmente zavorrato da una stratificata densità di estratto. Pian piano emerge la cortina eterea di spezie, alloro, cassis e bacche selvatiche che si apre a dolci effluvi di amarena, lampone e a più virili note di tabacco, cuoio , liquirizia e caffé.

Al palato è un’esplosione di sensazioni, è caldo, fresco e morbidissimo, con un tannino setoso davvero invidiabile. Lunghissimo finale caratterizzato da un’intrigante nota di liquirizia nera.

Aqcuistatene un paio di bottiglie. Magari qualcuna da bere subito e le altre per riscoprirlo tra qualche lustro.


May 04 2009

Nuovo lutto nel mondo del vino

Tag:admin @ 21:42

L’anno scorso decisamente è stato un anno in cui il mondo del vino ha perso molti dei sui persinaggi più noti (a cominciare da Gianni Mascairelli). Uomi e prima di tuttoi vignaioli coraggio che hanno segnato in maniera indelebile la vitucultura italiana.

Oggi apprendiamo da il Giornale del Friuli che è venuto a mancare invece una nuova leva tra quelle candidate ad entare nell’Olimpo del vino.  E precisamente Miha Gravner figlio del mitico Josko Gravner. Il decesso sembrerebbe essere collegato ad un incedente motociclistico che ha strappato in giovane età quetso astro nascente della viticultura friulana.

“La tragedia è accaduta l’altro pomeriggio su una strada croata fra Zara e Karlobag. Miha Gravner si trovava da solo in sella alla sua moto, una Ktm, e stava procedendo da Zara proprio in direzione di Karlobag. Improvvisamente è successo qualcosa: forse una distrazione, forse un’errata valutazione della velocità cui stava procedendo, fatto sta che Miha ha perso il controllo della potente motocicletta, a quanto pare senza che vi fosse contatto con un altro veicolo. Il giovane motociclista è stato sbalzato sull’asfalto: un volo terribile di quasi 50 metri, al termine del quale ha battuto violentemente la testa in corrispondenza del margine della carreggiata, probabilmente contro il guardrail o un paracarro. Le sue condizioni agli occhi dei primi soccorritori sono parse subito gravissime. Miha Gravner è stato trasportato con l’ambulanza nel più vicino ospedale ed è giunto nel nosocomio ancora in vita. Sono passate appena due ore e il suo cuore, poco prima delle 20, ha cessato di battere.”

Ci uniamo nel cordoglio al padre per noi vero esempio di “vignaiolo d’onore”.


Apr 25 2009

Vini Rosati : è guerra!

Tag:Tag , admin @ 16:47

Dire che alcuni produttori di rosati in Italia e son inc@##ti con delle iene è un eufemismo.

E’ già perchè la tipologia sicuramente non è delle più facile da vendere e far apprezzate dalla clientela finale e quando finalmente dopo anni di duro lavoro in promozione e divulgazionequesta tipologia comincaia a dare i suuoi primi frutti in termini di vendita e acclamazione, entra in scena l’UE con una nuova riforma attesa per il 27 aprile : si potrà produrre vino rosato a partire dalla miscelazione di vino bianco e rosso.

I meno addentrati nel settore devono sapere che il vino rosato è ottenuto dalla vinificazione in bianco di uve a bacca rossa, con minima macerazione delle bucce. Le uve infatti, una volta pigiate e diraspate restano nelle vasche a contatto con il mosto per un yempo brevissimo dalle 12 alle 48 ore, il tempo necessario per far conferire al vino ottenuto il tipico colore rosato.

La UE invece ora secondo la nuova proposta permetterebbe di produrre del rosato anche mescolando varietà di uve. Ovviamnete questo comportetebbe un CAOS tra i produttori e consumatori che di fatto non saprebbero più come distinguere una tipologia di produzione dall’altra. L’italia si è fermammente opposta a questo nuovo regolamento. Il ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia, all’inaugurazione di Vinitaly ha detto che si tratta di «una delle pratiche che danno vita a vini di altra natura e che allontanano dall’agricoltura vera». L’Italia ha però accettato una soluzione di compromesso: la dicitura in etichetta di vino rosato tradizionale per le produzioni realizzate con uve rosse vinificate in rosé.

A questo punto non resta che attendere la decisione definitiva del 27 aprile. Noi ci augurioamo che venga bocciata. Ed ogni modo mi è difficile capire però che interesse abbiano le nazioni del Nord Europa, che di vino non ne fanno neanche una bottiglia, ad approvarla. Ma qui si entra in altre dinamiche che poco hanno a che fare con chi coltiva l’uva.


Apr 12 2009

Vini “biologici” : alcune precisazioni ed alcuni consigli.

Tag:Tag admin @ 21:11

Sebbene molti chiamino “biologico” il vino prodotto senza fertilizzanti chimici, pesticidi, disserbanti ( come anticrittogramici sono ammessi solo zolfo e sali di rame ), non è corretto definirlo tale. Si deve infatti piuttosto parlare di vino “ottenute da uve biologiche. Questo perchè il vino, in quanto prodotto di trasformazione, è escluso dalla normativa CE 2092/91, mentre non lo sono le uve. Pur presente in Italia da anni, il vino da agricoltura biologica e biodinamica ( che in più pone attenzione particolare sulle tecniche di coltivazione e di vinificazione al limite dello smamanesimo ) non si è radicato nei consumi come in altri paesi. Tant’è che il  vino sono cantine italiane che lo producono solo per il mercato estero.  Ciò anche perchè molti ritengono erroneamente che il vino bio sia forse più “sano”, ma non necessariamente “buono”: In realtà se prodotto secondo canoni della più corretta vinificazione non è soltano “sano”, ma anche di qualità organolettica elevata. Eccone due che vi vogliamo presentare.

Agriverde Trebbiano d’Abruzzo “Bio Natum”
Dalle omonime uve raccolte agli inizi di ottobre. Dopo la pressatura morbida il solo mosto fermenta a temperatura controllata in acciaio. Anche il vino affina per 4 mesi in acciaio, poi un mese in bottiglia. Ha un colore giallo paglierino tenue, profumi tipici, fragranti, leggermente fruttati. Il sapore è secco, pieno ed avvolgente.

Cossentino, Nero d’Avola
Dalle omonime uve, mosto e bucce macerano in acciao per circa 12 giorni. Anche il vino matura in acciao salvo un 25% che invece viene riposto in barrique. Di colore rosso amarena, ha profumo fruttato con ricordi di vaniglia e più in generale di spezie. Il sapore è pieno, fresco, giustamente tannico con fondo di caffé e di cioccolato.


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