E’ sempre più diffusa e apprezzata la produzione di vino kasher che si può considerare la più antica applicazione del moderno copncetto di tracciabilità alimentare.
Sembrerrebbe che la prima cosa che fece Noé scendendo dall’arca sia stata piantare una vite. A sottolineare la rinnovata alleanza tra cielo e terra e la consapevolezza dell’intimo legame tra il vino e la divinità.
La qualifica kasher, oltre al significato letterale del termine - adatto - cioé idoneo al consumo nel rispetto dei dettami religiosi, nello specifico del vino comporta alcuni limiti : per essere kasher le uve, dalla vendemmia all’imbottigliamento, devono essere manipolate solo da ebrei osservanti, che ne certificheranno poi l’idonietà al consumo secondo la regloe alimentari previste dalla religione ebraica.
Ed è interessante notare come, in un momento in cui si parla spesso di tracciabilità della catena alimentare, di biologico e di biodinamico, il kasher sia la più antica pratica di certificazione esistente al mondo.
Un altro particolare della produzione kasher è il grande rispetto per la terra e la sua coltivazione : tra i filari non possono esservi altre colture; la vendemmia può essere effettuata a partire solo dal terzo anno dell’impianto e in , Israele, la terra deve riposare ogni sette anni. In cantina inoltre è vietato l’uso di qualsiasi coadivuante di origine animale, caseina compresa.
Una procedura complessa, quini sia nella realizzazione pratica che nel significato religioso. Una vera e proproi sfida per qualsiasi produttore. Sfida che ha raccolto con ottimi risultati la Feudi di San Gregorio con il MARYAN Fiano d’avellino e il ROSH da uve Aglianico . Con le complessive 20.000 bottiglie si trattano di vini essenzialmente di nicchia, ma che rappresentano l’attenzione che l’la Feudi pone in tutte le proprie azioni legate al mondo del vino.

Anche quest’anno a partire da giovedì 6 novembre sarà possibile acquistare il Vino Novello con una spesa media compresa tra i 3 ed i 9 euro . Difatti secondo quanto stabilisce il Decreto ministeriale del 13 luglio del 1999 solo a partire dalla mezzanotte del 5 novembre sarà possibile acquistare e consumare presso ristoranti, enoteche e winebar il vino Novello che quest’anno si arricchisce anche di un’ulteriore iniziativa legata al Vinitaly. A Verona difatti, presso Palazzo della Gran Guardia, nella storica e centralissima Piazza Bra, sboccia il Novello nei giorni 5 e 6 Novembre.
l Vino Novello così come lo conosciamo oggi, fu inventato quasi per caso in Francia, quando nel lontano 1934 alcuni ricercatori studiando su come conservare il più a lungo possibile l’uva da tavola appena raccolta…lasciarono i grappoli sotto uno strato di anidride carbonica, ad una temperatura di 0 gradi. Dopo qualche mese i chicchi d’uva erano diventati frizzanti, gradevoli, ma non potevano più essere venduti: così si decise di spremerli. Era nato : il Beaujolais cugino d’oltralope del nostro Vino Novello introdotto in Toscana nel 1975 da Giacomo Tachis, enologo dei Marchesi Antinori, dopo un viaggio in Francia.
Le uve del Novello, infatti, non vengono pigiate e successivamente fermentate come nel caso dei vini tradizionali, ma viene invece effettuata la fermentazione direttamente con gli acini interi in modo che solo una piccola parte degli zuccheri presenti si trasformi in alcool, conferendo al vino il caratteristico gusto amabile e fruttato.
Per cogliere al meglio tutte le caratteristiche salienti del Novello , consigliamo di consumarlo al massimo entro i prossimi sei mesi. Non mancheranno certamente le occasioni per festeggiarlo con Sagre e Feste paesane che si moltiplicano in questa stagione autunnale dove è possibile gustarlo in abbinamento con i prodotti stagionali, dalle caldarroste ai prodotti tipici del territorio come salumi, verdure in pinzimonio e formaggi piccanti a pasta molle.
Per assaggiare invece il nostro cigino francese Beaujolais nouveau , si dovrà ttendere il terzo giovedì di novembre ( ovvero giorno 20 ), quando è previsto per legge il déblocage.