Anche quest’anno a partire da giovedì 6 novembre sarà possibile acquistare il Vino Novello con una spesa media compresa tra i 3 ed i 9 euro . Difatti secondo quanto stabilisce il Decreto ministeriale del 13 luglio del 1999 solo a partire dalla mezzanotte del 5 novembre sarà possibile acquistare e consumare pressoristoranti, enoteche e winebar il vino Novello che quest’anno si arricchisce anche di un’ulteriore iniziativa legata al Vinitaly. A Verona difatti, presso Palazzo della Gran Guardia, nella storica e centralissima Piazza Bra, sboccia il Novello nei giorni 5 e 6 Novembre.
l Vino Novello così come lo conosciamo oggi, fu inventato quasi per caso in Francia, quando nel lontano 1934 alcuni ricercatori studiando su come conservare il più a lungo possibile l’uva da tavola appena raccolta…lasciarono i grappoli sotto uno strato di anidride carbonica, ad una temperatura di 0 gradi. Dopo qualche mese i chicchi d’uva erano diventati frizzanti, gradevoli, ma non potevano più essere venduti: così si decise di spremerli. Era nato : il Beaujolais cugino d’oltralope del nostro Vino Novello introdotto in Toscana nel 1975 da Giacomo Tachis, enologo dei Marchesi Antinori, dopo un viaggio in Francia.
Le uve del Novello, infatti, non vengono pigiate e successivamente fermentate come nel caso dei vini tradizionali, ma viene invece effettuata la fermentazione direttamente con gli acini interi in modo che solo una piccola parte degli zuccheri presenti si trasformi in alcool, conferendo al vino il caratteristico gusto amabile e fruttato.
Per cogliere al meglio tutte le caratteristiche salienti del Novello , consigliamo di consumarlo al massimo entro i prossimi sei mesi. Non mancheranno certamente le occasioni per festeggiarlo con Sagre e Feste paesane che si moltiplicano in questa stagione autunnale dove è possibile gustarlo in abbinamento con i prodotti stagionali, dalle caldarroste ai prodotti tipici del territorio come salumi, verdure in pinzimonio e formaggi piccanti a pasta molle.
Per assaggiare invece il nostro cigino francese Beaujolais nouveau , si dovrà ttendere il terzo giovedì di novembre ( ovvero giorno 20 ), quando è previsto per legge il déblocage.
La produzione di tappi in sughero ogni anno è di circa venticinque miliardi di pezzi. Da un paio di anni invece è presente sul mercato un nuovo e rivoluzionario tappo, si chiama Vino-Lok.
Ultimamente l’abbiamo scoperto testandolo in prima persona stappando una bottiglia di Pinot Nero della cantina Tramin. Vino-lok è stato sviluppato da un’azienda tedesca ed è costituito da un corpo in vetro e un anello di tenuta in copolimero vinilacetato. Di conseguenza è un tappo che non trasmette difetti al vino ( come ad esempio il fammigerato sentore di tappo TCA ) . E’ facile da aprire senza l’utilizzo di nessun attrezzo (il cavatappi non serve più); la bottiglia una volta aperta è richiudibile; il materiale con cui è ralizzato è riciclabile.
L’obiezione che più comunemente si potrà muovere nei confronti di questo nuovo sistema di chiusura è che non consente un adeguato scambio di ossigeno tra il vino contenuto nella bottiglia e I’ambiente esterno attraverso una micro-ossigenazione possibile attraverso i puri del tappo in sughero.
C’è però da dire, che In reaItà fino ad ora nessuno ha dimostrato scientificamente I’importanza di questo scambio nell’evoluzione del vino e molti credono che il cuscinetto d’aria che resta nel collo della bottiglia al momento della tappatura sia più che sufficiente per I’evoluzione del vino dovuta alla micro-ossidazione.
Ad ogni modo noi lo preferiamo vederlo applicato sicuramente per vini giovani o di medio invecchiamento (3-5 anni). Sicuramente da testare per vini con invecchiamenti importanti (oltre 10 anni). Ma come certamente si sa. Chi vivrà vedrà.
Ecco un interessante video che spiega più di mille parole il suo funzionamento.
Tutti pronti per deGustiBooks dal 23 al 26 ottobre, alla Fortezza da Basso di Firenze, dove
“editori, produttori, cuochi, degustatori, giornalisti trasformeranno il padiglione delle Nazioni in una cittadella dedicata al gusto di leggere e di mangiare. Quattro giorni di full immersion tra le proposte enogastronomiche offerte dagli espositori, distribuiti tra stand e presenze presso il grande banco di degustazione. Un tocco di classe contraddistinguerà lo spazio dedicato alla Borgogna con il percorso sensoriale Borgogna Taste Experience, un’installazione composta da 13 postazioni interattive attraverso le quali il visitatore compirà un viaggio attraverso i vini e gli aromi della regione. Per i topi di biblioteca? La grande libreria deGustiBooks e gli stand dedicati all’editoria ed ai progetti culturali proporranno tutte le novità del settore e molto altro ancora. Open reading e presentazioni abbineranno ogni giorno la cucina vera e quella raccontata”
i potranno fare degustazione comprando un calice a 6euro all’ingresso del padiglione con il quale si accederà alla prima degustazione gratuita presso il wine bar, agli assaggi offerti dagli espositori e alle degustazioni guidate.
Ci saranno inoltre presentazioni, incontri a tema e ricette in diretta preparate dai cuochi.
Ogni giorno, alle 18.00, le star dei fornelli Filippo La Mantia, Alessandro Borghese, Marco Stabile, Italo Bassi, daranno spettacolo con la loro cucina in eccezionali Food show.
Chi sceglie Emirates Airlines come compagnia aerea sulla quale viaggiare, può già contare su numerosi servizi esclusivi che le altre compagnie non hanno. Tutti i passeggeri di prima classe hanno una carta dei vini davvero impressionante e di tutto rispetto:
si possono trovare:
Dom Pérignon Oenothèque 1985
Le Montrachet, Marquis de Laguiche 2003
Una prestigiosa selezione di vini americani della Napa Valley
Taylor’s Vintage Port 1963
Ma le vere chicce devono ancora arrivare
1982 Château Latour, Pauillac: L’annata migliore dopo quella del 1961, quasi impossibile da trovare.
1982 Château Cheval Blanc, anche qui l’annata migliore dopo quella del 1947, di difficile reperimento se non impossibile da trovare.
Da ieri non si parla d’altro. La notizia è rimbalzata da un blog all’altro della rete: il licenziamento di Stefano Bonilli. La notizia Aihme sarebbe confermata da varie fonti. I motivi semmai sono ancora sconosciuti e poco chiari. Oramai da un anno le notizie del passaggio del pacchetto azionario di Bonilli ad altri investitori era cosa risaputa, ma si aspettava di sapere in che modo il “Patron” storico della rivista, avrebbe abbandonato la nave. Oggi lo sappiamo. A questo punto non credo si debba essere dei maghi per conoscere il nome del nuovo direttore: molto probabilmente sarà Daniele Cernilli (notizia appena confermata anche dall’AGI ), che così salirà ufficialmente sul ponte di comando.
Quello che comunque mi ha dato più fastidio sono state le modalità di tale passaggio di testimone. Per carità un giornale può scegliere quando e come vuole di cambiare direttore, ma sicuramente non in questo modo. Da rumor importanti sembrerebbe che addirittura Bonilli abbia dovuto “sbaraccare” l’ufficio e liberarlo prima di sera, portando via armi e bagagli e il suo mitico blog il PAPERO GIALLO sia stato immediatamente e definitivamente oscurato.
Per fortuna in questo caso la rete ci viene in soccorso, ed ecco che puntualmente come una fenice, il mitico papero risorge altrove ad un nuovo indirizzo, ( al momento non visibile per troppi accessi).
Avevo smesso di acquistare la rivista da tempo in quanto ormai spoglia da ogni logica editoriale e provveduto a sostituire in meglio con La Cucina Italiana e Spirito Divino.
Devo dire che dopo questo altro episodio non me ne pento affatto.
Vi avevamo parlato del vino in bag-inbox in un post precedente . Sembrerebbe che l’Associazione Italiana Sommeliers non l’abbia presa troppo bene, difatti sembrebbe essere seriamente preoccupata e contraria al decreto con cui il Ministero delle Politiche Agricole ha autorizzato la possibilità di confezionare vini DOC in contenitori alternativi al vetro, in particolare nei cosiddetti bag-in-box.
“Noi dell’Associazione Italiana Sommeliers – afferma il Presidente Terenzio Medri – vogliamo tutelare in maniera adeguata il vino di qualità. La decisione che dà il via libera alle confezioni alternative come il cartone rischia di danneggiare l’intero comparto e l’immagine del vino italiano, che ha mostrato di essere concorrenziale ed eccellente in questi anni. Non entriamo nel merito della conservazione e dell’invecchiamento del vino. Ve lo immaginate un vino DOC di un’annata particolarmente pregiata conservato in una confezione di cartone?”
Neanche la Ducati si è sotratta a questa strana moda da parte di aziende (vedi Fiat, Diesel etc.. ) di entrare nel mondo del vino. Lo fa con l’etichetta ed il sito ufficiale Desmorosso .
A quantto dichiara la casa di moteciclette Campione del Mondo 2007 :”Desmorosso è una filosofia, un modo di essere, di sentire, di vivere; è il desiderio di provare emozioni nuove ed intense; è la voglia di riscoprire le radici e i legami con la nostra terra.
Desmorosso: è rosso come il cuore pulsante che batte per una moto italiana mentre vince il campionato del Mondo. È vivo come la Ducati che ha compiuto un’impresa eccezionale”
Sinceramente non capiano la motivazione di queste scelte di marketing da parte di aziende così lontane dal mondo del vino. Non capiano questa spasmodica voglia o strategia di entrare in maniera così prepotente in questo mercato cercando di trasmettere quei valori aziendali su vini che a loro insaputo avranno l’onoroso incarico di portare il vessilo e l’onore aziendale.
Cercheremo di assaggiarlo e dirvi le nostre inpresisoni.
In inghilterra per contrastare l’abuso di alcool nei Pub hanno introdotto una grossa novità : bicchieri più piccoli. Difatti I medici inglesi accusano le industrie del settore che avrebbero aumentato le misure standard dei bicchieri: i bicchieri da vino più grandi hanno una capacità di 250ml. Invece, da una recente ricerca sul campo, è constatato che nel 70% dei pub non si userebbero più i bicchiere da 125ml, nel 75% dei casi vengono utilizzati come standard quelli da 175ml e solamente nel 14 % quelli più grandi da 250ml.
Sul Times è apparsa questa dichiarazione:
“Non possiamo forzare le persone a bere con accorgimento, ma possiamo aiutarli a capire quanto stanno bevendo, quali danni stanno arrecando a se stessi e vogliamo rendere più semplice il consumo di dosi più piccole. I clienti non devono essere costretti a chiedere bicchieri più piccoli”.
In fondo non è proprio tutta colpa del bicchiere troppo grosso se si esagera con gli alcolici.
Ormai è divenuto ufficiale a mezzo del Decreto riportato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 luglio : la dicitura Curtefranca sostituira l’appellativo la denominazione Terre di Franciacorta.
Adriano Baffelli, Direttore del Consorzio, ha dichiarato: “Da oggi la Denominazione Curtefranca Doc avrà’ una vita nuova, esce dall’ombra del Franciacorta Docg per essere padrona del proprio destino”.
Il Presidente del Consorzio di Erbusco, Ezio Maiolini ha aggiunto:
“Con la pubblicazione dei nuovi Disciplinari si chiude un iter lungo e complesso che ha registrato un lavoro capillare ed approfondito di tutta la struttura. Si tratta di un traguardo di grande importanza, che oltre il novanta per cento dei produttori ha condiviso, e che il Consiglio d’amministrazione ha tenacemente perseguito”.
La nuova Denominazione ha origine nelle “Curtes franchae” o “Franchae curtes”, le corti monastiche libere dal pagamento di dazi.
Tra le grosse novità ci sarà anche l’inserimento obbligatorio dell’annata in etichetta.
Staremo a vedere se questo cambio di appellativo renderà più appetibile per il mercato questo vino.
E’ partito l’iter di approvazione del decreto legge che dovrebbe autorizzare il confezionamento dei vini Doc nche in bag in box, ovvero in sacchetti multistrato di plastica inseriti in imballaggi di cartone ( per intendertci il classico tetrapack delle nostre buste di latte )
Ovviamnete come c’era da aspettarsi è scoppiata la protesta dell’Associazione Città del Vio, che esprime dubbi e preplessità sul valore negativo che la “popolare” confezione inventata in Australia può dare all’immagine del vino italiano di qualità.
Intendiamoci è solo un permesso in più che si dà ai produttori, che decideranno secondo le loro politiche di vendita decidere come “imbottigliare” i loro vini.
In fondo non ce lo vedo proprio un Brunello od un Amarone in una scatola di Tetrapack. SOB !!!