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Da aziende agricole a laboratori di design e buen retiro di primordine. Questo è ciò che è accaduto negli ultimi anni a numerose masserie pugliesi, che da umili dimore destinate ad ospitare sostanzialmente agricoltori e allevatori si sono riconvertite in strutture di accoglienza di ottimo livello, mantenendo però inalterate l’atmosfera e il fascino che le avevavno caratterizzate nella prima parte della loro esistenza.
Nel volume Masserie Living & Hosting, le immagini scattate da Walter Leopardi testimoniano proprio l’attenta e preziosa trasformazione ed evoluzione di una trentina tra le principali masserie della Puglia, per ognuna delle quali un breve testo di accompagnamento, racconta la stopria passata e la realtà attuale.
Prezzo di copertina 79,00 Euro
ISBN-13: 9788880867616
Acquistabile direttamente online presso la Hoepli
L’Aglianico, è talmente particolare da essersi meritato l’appellativo di “Barolo del Sud“. Sulle pendici vulcaniche del Vulture, al pari del suo omonimo campano, l’Aglianico ha sviluppato grandi doti che si esprimono con l’Aglianico del Vulture a cui l’enoteca online Everywine ha dedicato il mese di maggio promuovendolo con sconti particolari.
La promozione è valida per tutto il mese di maggio. Per gli acuisti affrettatevi e buone degustazioni.
Per maggiori informazioni potetete consultate direttamente il sito dell’enoteca online Everywine.biz
Forse un pò a sorpresa ( ma non per chi conosce la meticolsità del lavoro di Marco Casolanetti ed Eleonora Rossi ), è questo il vino marchigiano dell’Oasi degli Angeli, il Kurni 2006, a risultare il miglior rosso italiano in assoluto dalla comparazione dei voti delle guide.
Premiato praticamente da tutte le guide (solo Gambero Rosso e Vini buoni d’italia si sono fermati ad un passo da podio), questo Montepulciano in purezza nasce da una cura a dir poco maniacale della vigna : impianti ad alberello ad altissima densità (conduzione tutta naturale), rese misurabili più in acini che in grappoli.
Il Kurni ( soprannome con cui è conosciuta la famiglia della zona di Cupra Marittina ) è ottenuto da vecchie vigne con rese bassissime di circa 25 quintali per ettaro. E testimonia che ai produttori non interessavano i vini tecnicamente perfetti, ma orfani della personalità del produttore: il valore aggiunto rimane sempre e solo il fattore umano.
Rosso inchiostrato, scuro e impenetrabile. Naso maestoso e solenne, inizialmente zavorrato da una stratificata densità di estratto. Pian piano emerge la cortina eterea di spezie, alloro, cassis e bacche selvatiche che si apre a dolci effluvi di amarena, lampone e a più virili note di tabacco, cuoio , liquirizia e caffé.
Al palato è un’esplosione di sensazioni, è caldo, fresco e morbidissimo, con un tannino setoso davvero invidiabile. Lunghissimo finale caratterizzato da un’intrigante nota di liquirizia nera.
Aqcuistatene un paio di bottiglie. Magari qualcuna da bere subito e le altre per riscoprirlo tra qualche lustro.
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L’anno scorso decisamente è stato un anno in cui il mondo del vino ha perso molti dei sui persinaggi più noti (a cominciare da Gianni Mascairelli). Uomi e prima di tuttoi vignaioli coraggio che hanno segnato in maniera indelebile la vitucultura italiana.
Oggi apprendiamo da il Giornale del Friuli che è venuto a mancare invece una nuova leva tra quelle candidate ad entare nell’Olimpo del vino. E precisamente Miha Gravner figlio del mitico Josko Gravner. Il decesso sembrerebbe essere collegato ad un incedente motociclistico che ha strappato in giovane età quetso astro nascente della viticultura friulana.
“La tragedia è accaduta l’altro pomeriggio su una strada croata fra Zara e Karlobag. Miha Gravner si trovava da solo in sella alla sua moto, una Ktm, e stava procedendo da Zara proprio in direzione di Karlobag. Improvvisamente è successo qualcosa: forse una distrazione, forse un’errata valutazione della velocità cui stava procedendo, fatto sta che Miha ha perso il controllo della potente motocicletta, a quanto pare senza che vi fosse contatto con un altro veicolo. Il giovane motociclista è stato sbalzato sull’asfalto: un volo terribile di quasi 50 metri, al termine del quale ha battuto violentemente la testa in corrispondenza del margine della carreggiata, probabilmente contro il guardrail o un paracarro. Le sue condizioni agli occhi dei primi soccorritori sono parse subito gravissime. Miha Gravner è stato trasportato con l’ambulanza nel più vicino ospedale ed è giunto nel nosocomio ancora in vita. Sono passate appena due ore e il suo cuore, poco prima delle 20, ha cessato di battere.”
Ci uniamo nel cordoglio al padre per noi vero esempio di “vignaiolo d’onore”.
Dire che alcuni produttori di rosati in Italia e son inc@##ti con delle iene è un eufemismo.
E’ già perchè la tipologia sicuramente non è delle più facile da vendere e far apprezzate dalla clientela finale e quando finalmente dopo anni di duro lavoro in promozione e divulgazionequesta tipologia comincaia a dare i suuoi primi frutti in termini di vendita e acclamazione, entra in scena l’UE con una nuova riforma attesa per il 27 aprile : si potrà produrre vino rosato a partire dalla miscelazione di vino bianco e rosso.
I meno addentrati nel settore devono sapere che il vino rosato è ottenuto dalla vinificazione in bianco di uve a bacca rossa, con minima macerazione delle bucce. Le uve infatti, una volta pigiate e diraspate restano nelle vasche a contatto con il mosto per un yempo brevissimo dalle 12 alle 48 ore, il tempo necessario per far conferire al vino ottenuto il tipico colore rosato.
La UE invece ora secondo la nuova proposta permetterebbe di produrre del rosato anche mescolando varietà di uve. Ovviamnete questo comportetebbe un CAOS tra i produttori e consumatori che di fatto non saprebbero più come distinguere una tipologia di produzione dall’altra. L’italia si è fermammente opposta a questo nuovo regolamento. Il ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia, all’inaugurazione di Vinitaly ha detto che si tratta di «una delle pratiche che danno vita a vini di altra natura e che allontanano dall’agricoltura vera». L’Italia ha però accettato una soluzione di compromesso: la dicitura in etichetta di vino rosato tradizionale per le produzioni realizzate con uve rosse vinificate in rosé.
A questo punto non resta che attendere la decisione definitiva del 27 aprile. Noi ci augurioamo che venga bocciata. Ed ogni modo mi è difficile capire però che interesse abbiano le nazioni del Nord Europa, che di vino non ne fanno neanche una bottiglia, ad approvarla. Ma qui si entra in altre dinamiche che poco hanno a che fare con chi coltiva l’uva.
Sebbene molti chiamino “biologico” il vino prodotto senza fertilizzanti chimici, pesticidi, disserbanti ( come anticrittogramici sono ammessi solo zolfo e sali di rame ), non è corretto definirlo tale. Si deve infatti piuttosto parlare di vino “ottenute da uve biologiche. Questo perchè il vino, in quanto prodotto di trasformazione, è escluso dalla normativa CE 2092/91, mentre non lo sono le uve. Pur presente in Italia da anni, il vino da agricoltura biologica e biodinamica ( che in più pone attenzione particolare sulle tecniche di coltivazione e di vinificazione al limite dello smamanesimo ) non si è radicato nei consumi come in altri paesi. Tant’è che il vino sono cantine italiane che lo producono solo per il mercato estero. Ciò anche perchè molti ritengono erroneamente che il vino bio sia forse più “sano”, ma non necessariamente “buono”: In realtà se prodotto secondo canoni della più corretta vinificazione non è soltano “sano”, ma anche di qualità organolettica elevata. Eccone due che vi vogliamo presentare.
Agriverde Trebbiano d’Abruzzo “Bio Natum”
Dalle omonime uve raccolte agli inizi di ottobre. Dopo la pressatura morbida il solo mosto fermenta a temperatura controllata in acciaio. Anche il vino affina per 4 mesi in acciaio, poi un mese in bottiglia. Ha un colore giallo paglierino tenue, profumi tipici, fragranti, leggermente fruttati. Il sapore è secco, pieno ed avvolgente.
Cossentino, Nero d’Avola
Dalle omonime uve, mosto e bucce macerano in acciao per circa 12 giorni. Anche il vino matura in acciao salvo un 25% che invece viene riposto in barrique. Di colore rosso amarena, ha profumo fruttato con ricordi di vaniglia e più in generale di spezie. Il sapore è pieno, fresco, giustamente tannico con fondo di caffé e di cioccolato.

Direi che l’immagine parla da sola. Una chiara dimostrazione di quanto il packaging possa comunicare ed esprimere la forza di un marchio. Purtroppo in Italia questo fattore/elemento viene sempre sottovalutato e/o messo in discussione. La dimostrazione sono gli scaffali delle nostre enoteche con vini ed etichette che si assomigliano l’un l’altro e non cuminicano/raccontano affatto il vino in esso contenuto. Bisognerebbe certamente avere più coraggio cercando non solo di fare bene un buon vino, ma di “vestirlo” adeguatamente.
Designed by Arnell
La rinomata e storica azienda Poliziano organizza per sabato 11 Aprile una giornata veramente speciale. Per chi rimarrà a pranzo sarà offerto in esclusiva uno dei vini di punta della tenuta : Le Stanze di Poliziano , un Supertuscan moderno ottenuto da Cabernet Sauvignon e Merlot. Le Stanze è un classico taglio “bordolese” alla “toscana” maniera , che certamente fa l’occhiolino al gusto internazionale, ma senza dimenticare il valore del territorio di Montepulciano e le sue potenzialità nella produzione di grandi vini da invecchiamento.
Chi fosse interessato può effettuare la prenotazione direttamente presso la cantina telefonando allo 0578 73817. La’zienda inoltre per la sola giornata di sabato offrirà il pranzo gratuitamente in relazione all’acquisto minimo di € 150,00 di vino.
Per chi non avesse la possibilità di recarsi direttamente in azienda , ma volesse ugualmente assaggiare questo vino è possibile acquistarlo direttamente online presso l’enoteca Everywine. Ne approfisstiamo per auguravi una buona Pasqua e rivolgere un pensiero di solidarietà per le vittime del terremoto d’Abruzzo.
L’allarme è di quelli preoccupanti. Rischiano di arrivare presto sul mercato bibite all’arancia che in realtà non contengono arancia. La certo non rassicurante notizia è contenuta nel progetto di legge della comunitaria che prevede di tagliare ‘obbligo del contenuto minimo del 12% di succo d’agrumi.
Questa prerogativa è concessa difatti alle “bevande dai nomi di fantasia”, che sembreranno aranciate o limonate perchè ne hanno il colore e l’aroma, ma al loro interno non hanno nemmeno una goccia di arancia e di limone, in compenso possono essere piene di tutte quelle “schifezze” che piacciono tanto ai ragazzini avviandoli verso l’obesita’. Il rischio è quindi di avere bevande snaturate nel loro essere e sicuramente poco salutari e genuine. Oserei dire quasi una piccola bevanda chimica.
Ricordo ancora quando da bambio, mia madre, preparava la sana e buonissima spremuta di arance del pomeriggio. Ecco direi di ricominciare così: spremiamocele da sole le arance.
In arrivo nelle librerie un libro interamente dedicato agli Appassionati di formaggio in tutte le forme e tipologie. Sapientemente scritto dalle’esperta di gastronomia Laura Rangoni, ci coinvolgente in un tour gastronomico alla scoperta della straordinaria produzione di formaggi italiani ed esteri, suddividendoli in freschi, a pasta molle, da taglio a pasta semidura e da taglio a pasta dura.
Il risultato è un imperdibile vademecum che interpreta al meglio tutte le declinazioni di uno degli alimenti più antichi e, a dispetto degli strali di dietologi e nutrizionisti, uno dei più amati.
Editore: NEWTON & COMPTON
Prezzo di copretina 22,90
Lo puoi trovare in vendita online qui