Apr 12 2009

Vini “biologici” : alcune precisazioni ed alcuni consigli.

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Sebbene molti chiamino “biologico” il vino prodotto senza fertilizzanti chimici, pesticidi, disserbanti ( come anticrittogramici sono ammessi solo zolfo e sali di rame ), non è corretto definirlo tale. Si deve infatti piuttosto parlare di vino “ottenute da uve biologiche. Questo perchè il vino, in quanto prodotto di trasformazione, è escluso dalla normativa CE 2092/91, mentre non lo sono le uve. Pur presente in Italia da anni, il vino da agricoltura biologica e biodinamica ( che in più pone attenzione particolare sulle tecniche di coltivazione e di vinificazione al limite dello smamanesimo ) non si è radicato nei consumi come in altri paesi. Tant’è che il  vino sono cantine italiane che lo producono solo per il mercato estero.  Ciò anche perchè molti ritengono erroneamente che il vino bio sia forse più “sano”, ma non necessariamente “buono”: In realtà se prodotto secondo canoni della più corretta vinificazione non è soltano “sano”, ma anche di qualità organolettica elevata. Eccone due che vi vogliamo presentare.

Agriverde Trebbiano d’Abruzzo “Bio Natum”
Dalle omonime uve raccolte agli inizi di ottobre. Dopo la pressatura morbida il solo mosto fermenta a temperatura controllata in acciaio. Anche il vino affina per 4 mesi in acciaio, poi un mese in bottiglia. Ha un colore giallo paglierino tenue, profumi tipici, fragranti, leggermente fruttati. Il sapore è secco, pieno ed avvolgente.

Cossentino, Nero d’Avola
Dalle omonime uve, mosto e bucce macerano in acciao per circa 12 giorni. Anche il vino matura in acciao salvo un 25% che invece viene riposto in barrique. Di colore rosso amarena, ha profumo fruttato con ricordi di vaniglia e più in generale di spezie. Il sapore è pieno, fresco, giustamente tannico con fondo di caffé e di cioccolato.