Apr 25 2009

Vini Rosati : è guerra!

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Dire che alcuni produttori di rosati in Italia e son inc@##ti con delle iene è un eufemismo.

E’ già perchè la tipologia sicuramente non è delle più facile da vendere e far apprezzate dalla clientela finale e quando finalmente dopo anni di duro lavoro in promozione e divulgazionequesta tipologia comincaia a dare i suuoi primi frutti in termini di vendita e acclamazione, entra in scena l’UE con una nuova riforma attesa per il 27 aprile : si potrà produrre vino rosato a partire dalla miscelazione di vino bianco e rosso.

I meno addentrati nel settore devono sapere che il vino rosato è ottenuto dalla vinificazione in bianco di uve a bacca rossa, con minima macerazione delle bucce. Le uve infatti, una volta pigiate e diraspate restano nelle vasche a contatto con il mosto per un yempo brevissimo dalle 12 alle 48 ore, il tempo necessario per far conferire al vino ottenuto il tipico colore rosato.

La UE invece ora secondo la nuova proposta permetterebbe di produrre del rosato anche mescolando varietà di uve. Ovviamnete questo comportetebbe un CAOS tra i produttori e consumatori che di fatto non saprebbero più come distinguere una tipologia di produzione dall’altra. L’italia si è fermammente opposta a questo nuovo regolamento. Il ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia, all’inaugurazione di Vinitaly ha detto che si tratta di «una delle pratiche che danno vita a vini di altra natura e che allontanano dall’agricoltura vera». L’Italia ha però accettato una soluzione di compromesso: la dicitura in etichetta di vino rosato tradizionale per le produzioni realizzate con uve rosse vinificate in rosé.

A questo punto non resta che attendere la decisione definitiva del 27 aprile. Noi ci augurioamo che venga bocciata. Ed ogni modo mi è difficile capire però che interesse abbiano le nazioni del Nord Europa, che di vino non ne fanno neanche una bottiglia, ad approvarla. Ma qui si entra in altre dinamiche che poco hanno a che fare con chi coltiva l’uva.